Molti dicono che il matrimonio è “la tomba dell’amore”, mettendo in guardia i futuri sposini sul fatto che una volta sposati la passione, i baci e le carezze lasceranno il posto alla monotonia e alla noia.

Secondo questa visione, “l’essere”, così importante per le coppie, si trasformerebbe presto in un “fare”…in impegni domestici e responsabilità decisamente meno romantiche.

Ciò che è certo, però, che pochi, o nessuno, parla dell’impatto fisico, mentale, relazionale ed emotivo che ha invece un figlio sui partner e sulla loro relazione.

Al di là dei luoghi comuni, credo che sia normale che il passare del tempo possa portare a un certo grado di monotonia nella coppia, ma credo anche che, se la coppia è capace di darsi nuovi stimoli ed è desiderosa di trovarli, la strada per la complicità e l’entusiasmo sia decisamente più in discesa.

Per quanto riguarda i genitori e ancor più i neo genitori, la questione cambia, poiché non devono più fare i conti solo con le rispettive individualità ma devono fare i conti e render conto a una terza persona: il loro bimbo.

Detto ciò, potremmo aprire innumerevoli capitoli, credo sia però importante affrontare un tema davvero poco discusso ma che è spesso fonte di disagi nelle coppie; e allora: che impatto ha un figlio sulla sessualità dei neo genitori?

La risposta è: “dipende!”

Vi sono infatti coppie che avevano una buona intimità prima dell’arrivo dei figli e l’hanno mantenuta anche dopo, altre che pur avendo mantenuto una buona intimità e sessualità per tutta la gravidanza l’hanno poi interrotta con la nascita del bimbo e il presentarsi di nuovi impegni legati alla genitorialità, altre ancora che si cercavano poco prima e si cercano poco o niente dopo, ecc.

Come possiamo intuire, intimità e complicità permettono alla coppia di affrontare serenamente e senza troppe sorprese la genitorialità e per questo è importante che la coppia sia “solida”, consapevole della propria relazione e dei reciproci bisogni affettivi.

Dobbiamo però considerare che sia il periodo della gravidanza che il post parto, sono per la coppia eventi mai sperimentati prima e pertanto possono mettere a dura prova anche le coppie più affiatate…

Molte coppie mantengono la sessualità fino al giorno prima del parto, altre smettono di far sesso appena sanno della gravidanza, altre ancora interrompono quando il pancione inizia a farsi vedere.

Le possibilità sono dunque diverse perché diversi sono i partner che affrontano questo cambiamento.

In alcuni casi è la donna a voler sospendere o ridurre al minimo i contatti sessuali per timore di compromettre la gravidanza, in altri casi è l’uomo che teme di far male alla compagna o al bambino.

Paure, timori e insicurezze prendono spesso il sopravvento e talvoltà i partner iniziano lentamente ad allontanarsi… un “noi” mamma-bimbo si è già creato e dall’altra parte inizia a crearsi un “tu” che non sempre riesce a capire e a cogliere le esigenze e i pensieri della futura mamma.

La sessualità, però, è parte integrante di un rapporto di coppia e per sessualità ovviamente non intendo solo l’atto sessuale in se ma tutta una serie di azioni e sensazioni emotive che i partner possono scambiarsi vicendevolmente apportando benessere, vicinanza e complicità nel loro rapporto.

Il passaggio da due a tre come vediamo si inizia ad avvertire psicologicamente già nel corso della gravidanza, soprattutto nell’ultimo trimestre, quando il bambino fa ben sentire la sua presenza. E’ qui infatti, che i futuri genitori, cominciano ad avvertire la presenza di un “terzo” che li possa sentire e la sensazione di  paura di fare qualcosa di inopportuno, quasi “sbagliato” che disturbi il bambino.

In realtà, mantenere vivo il contatto fisico, intimo e sessuale durante la gravidanza risulta il miglior modo per garantire alla coppia una lunga sopravvivenza affettiva, diminuendo le probabilità di difficoltà relazionali dopo il parto.

MA perché MOLTE COPPIE SMETTONO DI FARE SESSO CON L’ARRIVO DEI FIGLI?

L’accudimento del neonato è una delle fasi più faticose e difficili nella vita di una coppia. Dopo la nascita di un bimbo il calo di desiderio sessuale, investe spesso entrambi i partner e la stanchezza è sicuramente uno dei maggiori responsabili. Occuparsi del bimbo che è appena arrivato non è semplice, soprattutto se dorme poco o ha problemi di colichette, reflusso o altre difficoltà che non rendono la vita semplice ai neo genitori, che spesso, carenti di ore di sonno, preferiscono dormire e recuperare un po’ di energie piuttosto che dedicarsi alla sessualità.

Queste situazioni però, portano lentamente i partner ad allontanarsi e ad “abituarsi” a fare a meno del sesso e soprattutto di una loro intimità.

Va considerato poi che l’allattamento, comporta per le donne un incremento della prolattina nel sangue ed una riduzione del livello di dopamina, con conseguente riduzione del desiderio sessuale.

Dal punto di vista psicologico, poi, molte donne, dopo il parto faticano ad accettare i cambiamenti del proprio corpo non sentendosi a proprio agio con se stesse e nel mostrarsi al partner. O ancora, il timore che il bimbo si possa svegliare da un momento all’altro non trovando la mamma in “perfette condizioni” porta spesso a non iniziare nemmeno.

Insomma le motivazioni sono davvero innumerevoli e come possiamo intuire ogni persona ed ogni coppia è un mondo a sé, con sue paure, timori, pregiudizi e difficoltà che meritano di essere affrontate con la giusta attenzione.

Detto ciò: dobbiamo dire addio al sesso dopo la nascita di un figlio?

Certamente no!

Dobbiamo però tenere presente che il calo del desiderio sessuale, specialmente nelle fasi iniziali della genitorialità, è del tutto normale e  non deriva da una mancanza d’amore ma da una serie di motivazioni, fisiche e psicologiche che i partner, e soprattutto la donna, sperimentano dopo il parto.

Consiglio sempre di parlare di questo cambiamento in coppia. Riconoscere che ci stiamo un po’ trascurando ma “solo” perché siamo molto stanchi e non perché ci amiamo meno evita di innescare vissuti di abbandono, paure di non piacere più o timori di non riuscire a recuperare quello che si era prima. Condividere con il partner i reciproci vissuti fortifica la coppia e la rende più capace di affrontare davvero insieme le difficoltà.

Credo che le parole chiave nella coppia siano: comunicazione e intimità

Il sesso, infatti, può anche venir meno per un periodo limitato, ma complicità, carezze e abbracci, non dovrebbero mancare, poiché riescono quasi sempre a  trasmettere la tranquillità di cui i partner hanno bisogno in un momento in cui si sentono più vulnerabili e si stanno assestando alla nuova vita a tre.

Detto ciò, molte coppie riprendono intimità e sessualità gradualmente con naturalezza, altre faticano un po’ di più, altre ancora non riescono a riavvicinarsi.

E’ chiaro che, se prima della nascita del bimbo, la coppia viveva già situazioni conflittuali, difficoltà di comunicazione o una sessualità poco rilassata, le probabilità che gli stessi problemi possano acuirsi in situazioni più stressanti e che richiedono ai partner competenze di cooperazione, complicità e gestione, sono molto alte.

Consiglio ai partner e alle coppie che riconoscono in loro queste fatiche e difficoltà, di non aspettare troppo a lungo.

Se sentite di far fatica a ritrovarvi, se avvertite un calo di desiderio che fatica a passare, se ci sono difficoltà sessuali o nella vostra comunicazione e intimità, provate a trovare il tempo di fermarvi un secondo e chiedere aiuto, perché dedicarsi uno spazio di riflessione e confronto è di grande nutrimento per se stessi e per la coppia.

Ricordiamoci sempre che investire sulla nostra coppia è investire sulla serenità dei nostri bimbi!

Articolo pubblicato su ParmaKids Genitorialità e Sessualità: dobbiamo dire addio all’intimità dopo la nascita di un figlio?

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