La coppia non è la semplice unione di due persone, ma l’incontro di due storie, personali, familiari e sociali: è formata da un “Io” ed un “Tu” che insieme costituiscono un “Noi”. È quindi un sistema aperto, diverso dalla somma delle caratteristiche individuali,
che si evolve nel tempo, subendo trasformazioni, cambiamenti e, qualche volta, anche inevitabili momenti di crisi che, se affrontati nel modo giusto, rappresentano un’ottima opportunità di passaggio verso nuovi equilibri.
Difficoltà sessuali nella coppia
Le difficoltà che una coppia può incontrare possono riguardare anche la sfera sessuale, ambito particolarmente delicato di cui non sempre è facile parlare. Proprio per questo tali problematiche rischiano di non essere affrontate e, con il passare del tempo, possono creare frustrazione, stress e condizionare negativamente il rapporto con l’altro/a, provocando una progressiva riduzione dell’intimità. La sessualità, infatti, è una componente importante del rapporto di coppia, lo consolida e rappresenta un’espressione di cura e attenzione nei confronti del proprio partner e di se stessi.
Una problematica che si riscontra spesso nella coppia è il calo del desiderio che può riguardare sia l’uomo che la donna. Per desiderio sessuale si intende la presenza di pensieri e fantasie sessuali accompagnati dalla voglia di intraprendere un rapporto. L’intensità del desiderio è una componente individuale fortemente influenzata dal contesto e dalle circostanze di vita. I fattori che determinano un calo del desiderio sono numerosi, complessi e di diversa origine; possono essere di natura biologica/organica (età, menopausa, gravidanza, fasi del ciclo mestruale, patologie, terapie farmacologiche…), di natura psicologica (lutti, problemi personali, lavorativi, coi i figli, stress…) o relazionale (qualità del rapporto di coppia, risentimento, rabbia, ripicche, scarsa comunicazione…). Un calo temporaneo del desiderio sessuale non va, pertanto, sempre interpretato come “diminuzione” del sentimento d’amore o come segnale della fine della relazione, è allora importante che i partner comunichino e condividano i propri stati d’animo e le proprie difficoltà imparando a cogliere anche le diverse espressioni del desiderio….
Quando la persona o la coppia che presenta il problema vive tale situazione con disagio, può essere utile richiedere una consulenza psicologica, al fine di comprendere la natura del problema e ristabilire un equilibrio personale e relazionale. In ogni caso è comunque importante approfondire la situazione anche da un punto di vista medico per escludere la presenza di componenti organiche.
Difficoltà che può incontrare l’uomo
Un problema che si riscontra frequentemente nell’uomo è il disturbo dell’erezione che può essere permanente (la persona ha, da sempre, presentato la disfunzione erettile), o acquisito (la difficoltà è comparsa in seguito ad esperienze personali negative che possono aver influenzato il rapporto con la sessualità). In alcuni casi il disturbo è presente in modo costante con tutti i partner, in altri si presenta solo in talune circostanze e con alcuni specifici partner sessuali. Si tratta di un disturbo che condiziona il benessere psicologico di moltissimi uomini, provocando senso di vergogna, inadeguatezza, timore. Le conseguenze investono anche il/la partner che può avvertire frustrazione e insoddisfazione talvolta accompagnati da atteggiamenti colpevolizzanti verso il compagno. Il rapporto sessuale non è più fonte di piacere reciproco, ma rischia di diventare motivo di frustrazione e, con il tempo, la coppia può finire per evitarlo, con conseguenze spesso negative sulla qualità del rapporto. La comprensione e il dialogo tra i partner sono importanti affinché l’uomo possa trovare il supporto emotivo per poter prendere  coscienza del problema e decidere di affrontarlo per se stesso e per la coppia.
Il primo passo è quello di rivolgersi al proprio medico per effettuare accertamenti finalizzati ad escludere ipotesi di natura organica, successivamente una consulenza psicologica può essere utile per approfondire la conoscenza della storia clinica del paziente e individuare i  fattori che possono condizionare la reattività sessuale e di conseguenza l’erezione (come ad esempio attrazione verso il partner, fiducia, vicinanza/distanza emotiva, capacità di stabilire relazioni intime, livello di soddisfazione verso il proprio partner e la relazione, condizionamenti culturali o religiosi…). La psicoterapia potrà aiutare il paziente a migliorare la propria conoscenza dell’anatomia sessuale e della consapevolezza del proprio corpo e a modificare eventuali credenze e  miti  inerenti il sesso che producono aspettative irrealistiche (come ad esempio ritenere che un uomo “normale” debba costantemente mantenere l’erezione durante tutto il rapporto o che questa, una volta persa, non possa essere nuovamente raggiunta, ecc.). Risulta indispensabile anche coinvolgere la/il partner dell’uomo con disfunzione erettile per accogliere il suo vissuto, per indagare il suo punto di vista, la sua modalità di approccio al problema e per conoscere quali strategie di coppia sono state utilizzate sino a quel momento.
E’ importante sottolineare comunque che la psicoterapia riveste un ruolo importante nel trattamento delle disfunzioni dell’erezione, indipendentemente dal fatto che la causa sia organica, psicologica o mista: infatti anche nelle situazioni in cui la causa principale del problema è di natura organica, spesso passano anni prima che ci si rivolga ad uno specialista e questi lunghi periodi di ripetuti fallimenti incrinano l’intimità e logorano i partner.
Difficoltà che può incontrare la donna
Tra i disturbi sessuali che possono riguardare la donna, troviamo il disturbo dell’orgasmo. L’orgasmo è dato da contrazioni ritmiche dei muscoli perineali e degli organi riproduttivi e rappresenta il raggiungimento del picco del piacere fisico e mentale cui segue una diminuzione della tensione sessuale fino al totale rilassamento. Si parla di disturbo dell’orgasmo femminile quando vi è un persistente o ricorrente ritardo, o assenza, dell’orgasmo dopo una fase normale di eccitazione sessuale. Tale disturbo può essere permanente  (la donna non ha mai raggiunto l’orgasmo da sola o con il/la partner con qualsiasi tipo di stimolazione) o acquisito (la donna ha sviluppato il disturbo dopo avere provato in passato l’orgasmo). Le cause di questo disturbo possono essere di natura organica (conseguenza di patologie o dell’uso di particolari farmaci), oppure psicologiche (convinzioni disfunzionali relative al proprio corpo e alla sessualità in generale, informazione sessuale inadeguata, timore di perdere il controllo, traumi sessuali pregressi, educazione familiare e/o religiosa rigida…) o anche relazionali (inadeguato rapporto con il partner, scarsa intimità, alta conflittualità nella coppia, rigidità eccessiva durante i rapporti…). Anche in questo caso è importante escludere in prima istanza cause di natura organica rivolgendosi al proprio medico. Laddove non si riscontrino componenti di tipo medico, un trattamento psicoterapeutico può essere utile per promuovere una maggiore consapevolezza del proprio corpo e per migliorare la comprensione dei fattori fisiologici e psicologici coinvolti nel rapporto sessuale. Il terapeuta potrà aiutare la persona a sviluppare abilità di gestione dell’ansia e a modificare eventuali meccanismi di difesa adottati nel tentativo di “non perdere il controllo della situazione”. La terapia potrà, inoltre, focalizzarsi sul miglioramento della comunicazione e dei rapporti interpersonali all’interno della coppia. Capita spesso, infatti, che rabbia, rancori, conflitti oppure anche la difficoltà nel comunicare all’altro le proprie fantasie e stimolazioni preferite, provochino scarsa complicità e sintonia nella coppia.

Concludendo, data l’importanza che fattori di tipo organico, psicologico e relazionale hanno nell’eziologia dei disturbi sessuali, si rende auspicabile un “approccio integrato” in cui l’intervento psicologico con l’individuo che manifesta il problema sia affiancato da incontri con la coppia e che tutti gli specialisti che a vario titolo sono coinvolti nella cura del problema collaborino alla presa in carico.

Leave a reply