La separazione comporta inevitabilmente dei cambiamenti nella vita di una famiglia: cambiano la struttura familiare, le relazioni, i luoghi di vita…Se a separarsi è una coppia con figli, le difficoltà saranno maggiori poiché i partner rimarranno comunque sempre genitori e dovranno continuare a collaborare.

Questo evento, in genere, è considerato solamente nei suoi aspetti negativi; è importante, però, non trascurare che spesso pone fine a incomprensioni e conflittualità dannose portando maggiore serenità ed equilibrio.

La mia esperienza clinica conferma che non sia tanto la separazione in sé a creare eventuali disagi nei figli, ma l’elevato livello di conflittualità nella gestione dell’evento.

 

Alcuni consigli per gestire la separazione: parola d’ordine “rassicurare”!

Comunicare ai bambini che mamma e papà non vivranno più insieme non è cosa facile, poiché segna un cambiamento nel sistema familiare e rende effettiva questa scelta.

  • Sarebbe opportuno che i genitori lo comunicassero insieme, cercando di essere chiari e utilizzando un linguaggio adatto all’età dei figli. Questi ultimi sono, infatti, attenti osservatori, sensibili a cogliere gli stati emotivi degli adulti; risulta, pertanto, più dannoso, permanere in uno stato di ambiguità, piuttosto che conoscere la verità, anche se dolorosa.
  • E’ necessario rassicurare i bambini sul fatto che papà e mamma continueranno sempre ad essere genitori e ad occuparsi di loro, anche se non saranno più una coppia e non vivranno più insieme.
  • I genitori si dovranno impegnare nel garantire il più possibile il mantenimento delle routine quotidiane e i rapporti fra i bambini e la famiglia allargata (nonni, zii, cugini…).
  • E’ fondamentale che non litighino davanti ai figli, né li mettano nella situazione di dover scegliere tra mamma e papà, né li utilizzino per comunicare con il partner (es. “Dì a papà che ci deve dare dei soldi”).
  • E’ opportuno che si accordino sulla linea educativa da seguire, in modo da essere coerenti sulle regole e i valori da trasmettere.
  • Sarebbe utile imporsi di non essere troppo curiosi sul tempo trascorso con l’altro genitore: se il bambino avrà voglia di raccontare cosa hanno fatto insieme lo farà.
  • È necessario, infine, essere attenti alle richieste che si fanno ai bambini e al ruolo che si propone loro per non rischiare di trasformarli in consolatori, sostituti del partner, mediatori, pacieri o spie. Il modo migliore per farlo è ricordare sempre che i bambini sono bambini.

In conclusione
E’ bene tenere presente che spiegare con chiarezza, rassicurare e garantire le proprie cure non sempre è sufficiente a non fare soffrire i figli: la perdita dei genitori come coppia, ma anche la rinuncia ad abitudini precedenti e la necessità di adattarsi ad un nuovo equilibrio producono emozioni come risentimento, ansia, sconforto, incertezza, rabbia. Ogni famiglia è diversa, diverse sono le reazioni dei suoi componenti e non esiste una regola “assoluta” o una formula da rispettare per gestire al meglio la separazione.

Mi sento però di affermare con decisione che la cosa migliore sia ascoltare il bambino e  permettergli di esprimere le proprie emozioni, legittimandole, dicendogli che papà e mamma gli staranno vicino e si prenderanno sempre cura di lui.

E’ importante che i genitori sappiano della possibilità di chiedere, sia come coppia genitoriale che per i propri figli, un aiuto psicologico competente e qualificato, in grado di sostenerli nel processo di separazione e nella gestione delle nuove dinamiche familiari e genitoriali.

Un saluto

Carlo Ricci

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